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Quadro “Il banchetto di Baldassarre” attributo a Louis De Caullery 1582 – 1621 olio su tela.
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Il banchetto di Baldassarre
Opera attribuita a Louis de Caullery 1582-1621
“ Il re Baltassar fece un gran convito a mille dei suoi principi…ordinò che i vasi d’oro e d’argento del suo padre Nabucodonosor presi al tempio che era stato in Gerusalemme, fossero portati per bevervi il re, i suoi cortigiani, le sue mogli e concubine.”
La scena rappresentata nella tela di Caullery si ispira all’evento biblico in cui Baldassarre, figlio dell’ultimo re di Babilonia, fa allestire un banchetto al quale partecipano gli uomini e le donne della sua corte.
L’opera presenta un punto di vista inusuale, attraverso il quale viene dato forte risalto all’architettura e allo spazio fisico entro il quale si svolge la scena. L’autore, di origine fiamminga, svela un’influenza di derivazione rinascimentale nell’utilizzo di una prospettiva centrale in cui permane il punto di vista rialzato, comune nella pittura fiamminga, che amplifica lo spazio in profondità. I contatti tra l’Italia rinascimentale e il Nord Europa, avevano portato a scambi di influenze nell’ambiente artistico, evidenti anche nell’opera di Caullery, nella quale le caratteristiche iconografiche tipicamente fiamminghe si mescolano alle impostazioni architettoniche e alle ambientazioni europee tardo rinascimentali e manieriste. La grande sala reale in cui si svolge il banchetto si compone di una spaziosa navata centrale aperta e collegata ad altre ali dell’edificio; la complessa architettura interna si sviluppa in archi a tutto sesto disposti lungo le pareti, intervallati da imponenti semicolonne che sorreggono architravi e cornici architettoniche arricchite da modanature. In corrispondenza di ogni arco sono ricavate delle nicchie semicircolari timpanate alla maniera rinascimentale, entro le quali si posizionano elementi scultorei di richiamo classicheggiante. Anche la presenza del soffitto a larghi cassettoni riflette la forte influenza italiana acquisita dall’autore e una sua probabile permanenza negli ambienti artistici italiani dell’epoca. La scena biblica viene quindi inserita in un’ambientazione risalente all’epoca dell’autore, rendendone un aspetto di viva quotidianità. L’originalità dell’opera risiede nella valorizzazione dei diversi piani di profondità, dal primo piano fino al fondale scenico, dando ad ognuno un ruolo chiave nella lettura dell’opera.
In primo piano vengono rappresentati i vasi d’oro e d’argento e le stoviglie portati al convito, intorno ai quali nasce la vicenda descritta nel libro di Daniele, messi in evidenza dalla presenza di uno splendido tappeto rosso damascato. Seguendo la lettura dei piani prospettici si passa alla presenza di Baldassarre, che veste il tipico copricapo orientale; proseguendo con lo sguardo si giunge infine al piano retrostante in cui si rappresenta l’evento profetico: “…ma in quel momento apparvero delle dita come di una mano d’uomo che scriveva di faccia al candelabro sull’intonaco delle muraglia della sala reale.”
Di fronte al tavolo imbandito e circondato da commensali e ospiti, dietro il quale si eleva un baldacchino drappeggiato, appare la mano che inciderà sulla parete le parole della profezia. Con lo sguardo si passa dal primissimo piano ai piani retrostanti, guidati dai bagliori che risaltano i fulcri visivi presenti in ognuno di essi, portando direttamente dal vivido rosso del tappeto alla figura di Baldassarre e infine alla scritta profetica. Attraverso l’uso dei pigmenti ad olio, l’autore applica diverse gradazioni di tono e crea luminosità accese che risaltano i punti focali nell’ambiente scuro. I personaggi rappresentati mantengono una certa primitività, che si riscontra anche in altri autori fiamminghi contemporanei, resa da una stesura pittorica larga e piatta e da una sintesi nella forma che rende naturalezza e spontaneità. Questi aspetti, di derivazione nordica, si sommano alle influenze pittoriche dell’area veneta, in una grafia pittorica scomposta e vibrante in cui il colore a base oleosa viene steso per mescolanze ed impasti, differenziandosi dalle pulite velature della pittura classica fiamminga.
La critica del quadro è stata curata dalla Dott.ssa Linda Spiller
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Codice prodotto: QUP01
Email: info@artistic.it Tel.0498097317
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LE COLLANE ARTIGIANALI DI LUISA
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“Le collane artigianali di Luisa” è una linea di gioielli artigianali realizzati completamente da Luisa, artista italiana che ha già partecipato con i suoi lavori a parecchie mostre ed eventi in italia, risquotendo un meritato successo, usando materiali colori e forme è stata definita una raffinata ricercatrice di emozioni. Tutte le collane sono realizzate in pietre e perle semipreziose, lavorate ad uncinetto con filo metallico argentato o ottomato, con tagli e misure diversi.
Sarà presente alla fiera a Londra “La Dolce Vita”.
Tutta lavorazione artigianale pezzi unici e molto particolari. Luisa ( info@artistic.it )
Dipinto realizzato dall’artista Relois nel 1980, accompagnato da un certificato di autenticità che porta la stessa data ed emesso da a.i.a. Associazione Italiana Arte.
NOTIZIE SULL’OPERA:
Il dipinto è il ritratto di una fanciulla seduta su un prato. La figura, dai tratti somatici giovanili, tiene gli occhi chiusi, in atto di meditazione o di riposto, come se stesse godendo del momento estatico immersa nella natura, ipotesi sottolineata dall’espressione del viso. L’artista utilizza i colori, le linee e le pennellate in modi diversi per evidenziare e separare gli elementi compositivi del dipinto. In particolare la ragazza in primo piano viene descritta dai soli contorni neri e bianchi della sagoma, i quali, risaltando spigoli di luce e di ombra, conferiscono plasticità e volume alle forme. La resa dello sfondo naturalistico viene risolta con una serie di pennellate morbide e larghe dalle tinte accese che insieme tessono una variopinta trama omogenea e piatta che riempie le forme della protagonista, dando l’impressione che la giovane sia in metamorfosi con la natura.













